Posts Tagged ‘New York’

Soon

December 2, 2009

November’s word is “soon”. It sounds better than “never”, but in a way too indefinite and uncertain.

December’s must be “wait”.

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Marketing

November 24, 2009

Se Zaha Hadid può disegnare delle scarpe, posso farlo anch’io.

E riflettendo quest’affermazione si è presto tramutata in una domanda – che stano. Posso farlo anch’io?

Posso. Potrei. Certo. E certo è che avrei seri problemi a venderle.

Sarà davvero una questione di tempi giusti o sbagliati, bicchieri mezzi pieni o mezzi vuoti? Saranno solo sogni luminosi?

Whose Country is this?

November 24, 2009

Misunderstandings

August 29, 2009

Ho un amico che si imbarazza – forse ne ho già parlato – per situazioni “scomode” vissute da altri, finanche in un film. Rileggo vecchie frasi. E si che mi sento a disagio.

Andavamo verso l’aeroporto, passando per la maledetta isola. Ogni semaforo rosso. L’autista che procedeva lento anche nelle strade più deserte. Ogni cosa sembrava volermi trattenere ancora un po’. Ma la città, dietro, continuava ad allontanarsi. E durante quella marcia dal ritmo alternato cominciavo a domandarmi cosa mi trattenesse.

Povera piccola Julie Newmar. Di nuovo alle prese con un mondo che gira al contrario. C’è da dire che la goccia cinese le fa un baffo. Però.

Facendo ordine – Al sicuro come un gioiello

January 24, 2009

Passiamo alla carta. Ho comprato un blocco e delle buste. Fa sempre comodo. Alla fine ho più tempo per scrivere sul treno che a casa, sulla carta che al computer. Poi mi va di scrivere, sebbene un foglio 9×17” sia a dir poco scomodo. E’ incredibile come alcuni millimetri cambino la percezione di un foglio. Avrei il mio libretto, stracolmo di ciò che mi viene incontro, ma le sue preziose pagine non hanno la pretesa di girare il mondo. OK. Basta. Scrivo e torno sulla terra. Scrivo in stampatello però, spero non ti faccia troppo male agli occhi.

Non ho garanzie che quello che ti mando possa essere di tuo gradimento, però, se hai voglia, ascoltalo.
Ha una sua storia, una mia. Te la scrivo.

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Per andare dove devo andare…

October 6, 2008

Salita. Giro qua e là per strade dove non mi ero mai avventurata. Svolto a caso e scopro scorci nuovi, meno noiosi.
Discesa. Un uomo mi ferma e mi chiede qualcosa, indicandomi la strada dalla quale provenivo.
“I’m sorry. I’m not from here.” gli dico.
“But… did you understand my question?” mi fa lui.
“No.”
E allora ripete la domanda, che suonava all’incirca così “Is this the easiest way?”.
Lo guardo in attesa di informazioni supplementari. Mi guarda perplesso.
“To go… where?”
Ripete la stessa domanda, seccato.
“I have no idea where you are going, how can I tell you what’s the easiest way?!”.
Si allontana mandandomi a quel paese con un gesto della mano.
 
Continuo a scendere. E ritrovo uno dei miei bar. Una donna si avvicina mentre bevo la mia birra. Mormora qualcosa.
“I’m sorry. I don’t speak French.”
“But you speak English.”

“Ye…”
“Sometimes… don’t you hear like a voice?”
, m’incalza.
“Well… No.”
“…”

“…”
Si allontana.
 
[Mi sento una spugna. Questo m'appiattisce.]

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The universal nature of love – hmm…

July 28, 2008

Si legge in giro di gente che s’incontra in metropolitana. E poi forse si scontra (con la realtà?). E poi…

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Day undone. Day undone. Day undone.

January 6, 2008

 

Il mondo è vuoto.
Stanco. Quantomeno annoiato.

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La X nel cielo

December 11, 2006

Battery Park. Non faceva parte del programma, l’ho deciso lì per lì. Dalla prima volta a New York non era più capitato. Passeggiando mi sono chiesta come si possa pensare di andar via da qui. Per qualche istante ho pensato “Io rimango”. Potrei farlo, ma a rifletterci bene ho capito che non me la sento.

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Scie

November 23, 2006