Posts Tagged ‘il quadro antico’

Facendo ordine – Al sicuro come un gioiello

January 24, 2009

Passiamo alla carta. Ho comprato un blocco e delle buste. Fa sempre comodo. Alla fine ho più tempo per scrivere sul treno che a casa, sulla carta che al computer. Poi mi va di scrivere, sebbene un foglio 9×17” sia a dir poco scomodo. E’ incredibile come alcuni millimetri cambino la percezione di un foglio. Avrei il mio libretto, stracolmo di ciò che mi viene incontro, ma le sue preziose pagine non hanno la pretesa di girare il mondo. OK. Basta. Scrivo e torno sulla terra. Scrivo in stampatello però, spero non ti faccia troppo male agli occhi.

Non ho garanzie che quello che ti mando possa essere di tuo gradimento, però, se hai voglia, ascoltalo.
Ha una sua storia, una mia. Te la scrivo.

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So thankful for all the unspent love that I save up in the jar of money/I lost my favourite hat

November 24, 2006

Chi mi conosce bene sa che ho la tendenza ad essere ossessivo-compulsiva. Su un’infinità di stupide, piccole cose sono assolutamente maniacale. L’insieme delle piccole, stupide cose costituisce le fondamenta del mio universo sotterraneo.

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“Desperate” a chi?!

August 29, 2006

Credevo che mia madre fosse Bree Van De Kamp. Mi sbagliavo. Bree Van De Kamp sono io.

Non tanto per aver badato a dieci commensali, bensì per l’essermi “avvelenata” la cena, come mio uso, ed essermi riservata un post da brivido. Per aver messo tutto a posto, dov’era e com’era, peli del gatto inclusi, aver ballato il tango col vicino, il David, mentre il quadro antico sbirciava dal loop dello sceensaver – si, dimentico sempre di cambiare la selezione delle immagini da New York Aprile a New York Luglio/Indipendenza – e pensando comunque ad altro, aver tergiversato con lo spazzolino, giocato con tre sveglie delle quali, ne ero conscia, le mie orecchie non avrebbero inteso sentire il trillo. Tutto entro le 5.40. Poi coma etilico.

Alle undici ero a guadagnarmi il pane. Linda e pinta non proprio, ma almeno in condizioni accettabili. Si?

Sono la Bree.. dei poveri.
Orgoglio!