
Chi diavolo sia Ivano Fossati io proprio non lo so. Però me ne sto qui seduta sotto un pino ad ascoltarlo.
Siamo in tre, ognuno assorto nei fatti propri, ma va bene così. Poche parole. Forse non ci sarebbe bisogno neanche di quelle.

Chi diavolo sia Ivano Fossati io proprio non lo so. Però me ne sto qui seduta sotto un pino ad ascoltarlo.
Siamo in tre, ognuno assorto nei fatti propri, ma va bene così. Poche parole. Forse non ci sarebbe bisogno neanche di quelle.

Riflessione e tristezza. Nell’impossibilità di comprendere le mille ragioni umane.
Non so aiutarmi. Nè farmi carico di fardelli non miei. Non posso curarmi, mandar giù il groppo in gola e digerirlo. Ci si crea troppi problemi. Ci si fa il nodo alla lingua, per ricordarsi di non parlarne. Si assicura la testa nella sabbia. Si chiudono gli occhi e si finge d’esser ciechi. Si grida per sovrastare il brusio all’esterno.
Qualcuno mi ha scritto NESSUNO CAMBIA. Non so. Io mi sento diversa da com’ero. Non lo dico agli altri. Si tratta di constatazioni tra me e me. O forse inizio solo a conoscermi meglio?
Qualcun altro mi ha detto solo mezze parole. Sta tornando ciò che era? O non è mai cambiato?