
Salita. Giro qua e là per strade dove non mi ero mai avventurata. Svolto a caso e scopro scorci nuovi, meno noiosi.
Discesa. Un uomo mi ferma e mi chiede qualcosa, indicandomi la strada dalla quale provenivo.
“I’m sorry. I’m not from here.” gli dico.
“But… did you understand my question?” mi fa lui.
“No.”
E allora ripete la domanda, che suonava all’incirca così “Is this the easiest way?”.
Lo guardo in attesa di informazioni supplementari. Mi guarda perplesso.
“To go… where?”
Ripete la stessa domanda, seccato.
“I have no idea where you are going, how can I tell you what’s the easiest way?!”.
Si allontana mandandomi a quel paese con un gesto della mano.
Continuo a scendere. E ritrovo uno dei miei bar. Una donna si avvicina mentre bevo la mia birra. Mormora qualcosa.
“I’m sorry. I don’t speak French.”
“But you speak English.”
“Ye…”
“Sometimes… don’t you hear like a voice?”, m’incalza.
“Well… No.”
“…”
“…”
Si allontana.
[Mi sento una spugna. Questo m'appiattisce.]

