
E non mi riferisco al famigerato sacco che porto in giro con me.
Con un cielo così le sagome e i profili di Roma assumono connotati particolari. Si caricano di qualcosa che con forza li spinge agli occhi. La luce si piega sull’acqua, sulle foglie che già parlano d’autunno, sui mattoni, trasformandosi in ombra.
Riscopro il centro delle cose, proprio mentre queste mi sfuggono. Magari un giorno le ritroverò, ravanando in quella borsa.
