
Mentre il posacenere si riempie, conto le parole mai dette, includendo quelle che non vorrò pronunciare, arrotondando per eccesso in virtù di quelle ancora mai pensate.

Mentre il posacenere si riempie, conto le parole mai dette, includendo quelle che non vorrò pronunciare, arrotondando per eccesso in virtù di quelle ancora mai pensate.

Spera. E spero anch’io. Ma il valore che attribuiamo a questo sentimento è forse diverso.
Speranze poi. Direi voglie. Da soddisfare.

Riemergono frasi dal passato.
Si cristallizzano qui. Tra il desiderio di programmare qualcosa di già sperimentato, ma dal sapore totalmente nuovo, e il non volerci neanche pensare. Per paura di.

Qualche volta vorrei essere dei Gemelli – se non posso essere la metà buona di me – e godere della dualità dei miei sentimenti, vivendoli entrambi, a giorni alterni.

Al posto sbagliato, al momento sbagliato. Anche se. Chi l’ha detto? Potrebbe essere solo un punto di vista, una convinzione erronea.
Mi sento eccentrica.

Che male c’è? Strappare via quel velo di insoddisfazione e non gratificazione. E gettarsi tra le braccia immateriali di un consolatore lontano, distante anni. E, vagando tra i ricordi distorti di attimi concitati…
Sentirsi. Svestirsi. Provare.
Sognare. E l’idillio è già finito.

Cose e “non cose” che ti ricordano cosa era e cosa avrebbe potuto essere, almeno nei limiti dell’immaginazione.

Il problema è che non è mai soltanto sesso. Non voglio generalizzare, parlo esclusivamente dal mio punto di vista.
In maniera analoga non è mai soltanto l’opposto – che a rifletterci bene non è poi così opposto, allora – ma questo è già più ovvio. L’amore platonico, poi, non esiste.

Serata macrobiotica a base di yogurt e miele, una banana.
Un consiglio. Quando vi date appuntamento a New York, specificate sempre se a Brooklyn o a Manhattan. Le strade spesso hanno gli stessi nomi.
Ma veniamo al sodo.