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Void

September 20, 2006

Dal tram alla metropolitana in circa ventiquattrore (presa anche una copia del Sole). Dal 19 al treno R, passando per l’AZ644, diretto Fiumicino-Newark.

Sono in uno stato anomalo. Non ho davvero altro modo per descriverlo.
Ho la sensazione che il tempo si sia contratto lasciandomi incastrata, invischiata come in una carta moschicida. Non provo niente. Non desidero andar via, nè ho voglia di rimanere. Un limbo.

Qualcosa sta per accadere.

Vai col mitra!

Forse è la neve

September 12, 2006

Ancora pensieri da tram.
Come fossero categorizzati, incasellati in quella zona dell’encefalo in cui staziona tutto quanto riguarda il dispiegarsi della strada ferrata, lo svolgersi dei cavi elettrici in alto, verso il cielo.

Posso scegliere. E ho scelto. Di reprimermi quando necessario, di andare avanti come un mulo in altri casi. E di ribaltare il tutto quando ne ho voglia.

E’ ancora estate, ma già qualcosa d’invernale si smuove. Non so ancora cosa sia. Vado a vedere.

Vamos a la playa – oh oh oh oh oh

September 6, 2006

Una coppia di filippini in vacanza documenta la propria presenza appena al di là delle Mura Vaticane, con un reportage fotografico alquanto pop (o pulp?). Lui a pelle di leopardo sul muso del 19. Poi un mezzo busto di tre quarti. Lei in procinto di salire, buste da shopping alla mano. Lei felicemente sorridente tra le porte.
Si chiudono le porte. Fine del siparietto.

Sentita la mancanza di un sottofondo dei Righeira.

“Desperate” a chi?!

August 29, 2006

Credevo che mia madre fosse Bree Van De Kamp. Mi sbagliavo. Bree Van De Kamp sono io.

Non tanto per aver badato a dieci commensali, bensì per l’essermi “avvelenata” la cena, come mio uso, ed essermi riservata un post da brivido. Per aver messo tutto a posto, dov’era e com’era, peli del gatto inclusi, aver ballato il tango col vicino, il David, mentre il quadro antico sbirciava dal loop dello sceensaver – si, dimentico sempre di cambiare la selezione delle immagini da New York Aprile a New York Luglio/Indipendenza – e pensando comunque ad altro, aver tergiversato con lo spazzolino, giocato con tre sveglie delle quali, ne ero conscia, le mie orecchie non avrebbero inteso sentire il trillo. Tutto entro le 5.40. Poi coma etilico.

Alle undici ero a guadagnarmi il pane. Linda e pinta non proprio, ma almeno in condizioni accettabili. Si?

Sono la Bree.. dei poveri.
Orgoglio!

“Desiderio”

August 21, 2006

Un’orda di adolescenti impazzite sfoglia giornaletti patinati alla mia sinistra. “Queste scarpe sono fighissime! Le compro..”. “Che gonna! Guardate quant’è bella, raga!”.

Una turista si strucca a ore undici. E’ scalza. Le scarpe a terra, i piedi ciondolanti da un sedile che diventa improvvisamente infinitamente alto.

Alla mia destra cinesi attempati si organizzano la serata nella Città Eterna.

E il tram va.

Mentre m’interrogo sul mio stato d’animo.