- 4 giugno -
A Bologna ho incontrato una strega. Ho avuto paura.
E’ comparsa all’improvviso, come materializzatasi dal nulla psicologico che s’era creato intorno. Come per svegliarmi dal sonno più profondo ha preso a cantilenare un rimprovero, con parole per lo più incomprensibili. Le guardavo il volto strano, un muso, quando, ancora ipnotizzata da quei denti scuri e dagli occhi fissi, ho realizzato che la mano a picchiettare sul mio braccio, al di sotto della spalla, era la sua. Scacciata, si è dileguata a piccoli passi.
Al suo ritorno, non molto dopo, la sua bocca era quella di mia nonna, quel giorno in cui non riusciva a dire e, innervosita, a gesti supplicava carta e penna, nell’illusione di poter scrivere qualcosa che è morto con lei.







