Archive for the ‘..smashed to smithereens’ Category

Bologna – Contrazioni

June 6, 2007

 

- 4 giugno -

A Bologna ho incontrato una strega. Ho avuto paura.

E’ comparsa all’improvviso, come materializzatasi dal nulla psicologico che s’era creato intorno. Come per svegliarmi dal sonno più profondo ha preso a cantilenare un rimprovero, con parole per lo più incomprensibili. Le guardavo il volto strano, un muso, quando, ancora ipnotizzata da quei denti scuri e dagli occhi fissi, ho realizzato che la mano a picchiettare sul mio braccio, al di sotto della spalla, era la sua. Scacciata, si è dileguata a piccoli passi.

Al suo ritorno, non molto dopo, la sua bocca era quella di mia nonna, quel giorno in cui non riusciva a dire e, innervosita, a gesti supplicava carta e penna, nell’illusione di poter scrivere qualcosa che è morto con lei.

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Chirone si oppone a Venere

July 12, 2006

Ne evinco che saranno solo fatti miei. “Dai importanza ai contatti emozionali!” ?? Un po’ come Frederick Frankenstein (Fron kon steen) che urla “Dai vita, dai vita alla mia creatura!”.
E’ più vero che sono “così concentrata sui miei stati d’animo che non riesco ad uscire da me stessa”.

Ciò che penso l’ho già detto. Ed è vero. Tant’è che mi addormento ogni notte col sorriso – un disgustoso ghigno – sulle labbra. Il piccolo trasloco è alle porte. Ho più voglia di rimanere qui a fare tutto quello che ancora non ho fatto.

Plug in

July 12, 2006

Mi ero data una scadenza. Avevo messo persino la sveglia. Ho detto “No, magari più tardi.” Mi piace. Ma che mi succede? Me lo sto ripetendo da giorni.

Perdo tempo, affinchè tutto s’incastri perfettamente, fino a chiudersi in un muro.

Once more

June 20, 2006

Parlarsi è sempre più difficile. Dirsi tutto quello che si vorrebbe, assolutamente vietato. Spesso si gioca a tendere la corda, frenati da assurdi tabù della psiche. Meccanismi infernali.
La sincerità spaventa perchè implica responsabilità. Ma in questo momento – incarnato appieno il nuovo ruolo di egoista – ho più paura di quanto comporti dovermi cucire le labbra per non ricadere in quello stesso pantano.

Nello spazio fisico siamo relativamente vicini, nella mia testa lontani. Davvero, ancora beffe della vita. Discorsi tra muti, dei quali, sono sicura, ognuno riesce a captare ogni singola parola non detta e a soppesarla. Non è immaginazione, è conoscersi. E finchè dalla bocca non uscirà un suono udibile avremo il timore che il filo si spezzi.

Non chiedere. Sai già la risposta.

On the road

June 14, 2006

(Reprise) Sarà per questo che preferiamo la strada, la realtà. O meglio, la nostra personale realtà, quella che si cela dietro un’inquadratura della quale solo l’occhio del padrone riconosce le più intime sfumature. Detesto le cose macchinose. Per questo rifiuto ogni tentativo di interpretare l’arte. Preferisco continuare a chiedermi se esista qualcosa che si adatti realmente a questa definizione. E godere di ciò che trovo godibile senza crearmi troppi problemi.

Filo conduttore

June 7, 2006

Ancora punti interrogativi. E stasi cerebrale.

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I AM stupid

May 2, 2006

 

So, it looks like I was wrong in one of these posts. Stupid. Actually, that’s what I am. I know everyone is convinced that’s what I am.

Stupid. Because I strongly believe in this thing – as well as in everything else I do.
Stupid. Because I have a go and get to the bottom of it, obstinately not giving up.
Stupid. Because I pretend.
Stupid. Because it never dawns on me that I’m dreaming.
Stupid. Because what I feel is always “too much”.
Stupid. Because I put no limits.
Stupid. Because I wish.
Stupid. Because I always fall for it.
Stupid. Because I’m smashing myself to smithereens.

Stupid. Stupid. Stupid. A thousand and a thousand times stupid.

May is the month of flowers. Basically, it’s when I make them wither.

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Le maniglie dell’odio

May 1, 2006

Non sarà certamente un grissino, ma mi beo del fatto di non pensare costantemente ai fronzoli estetici di cui quasi ogni essere di sesso femminile accostatosi al desco con me quest’oggi ha preteso di parlare. Dall’aperitivo al dolce, incluso bagno di sole nel framezzo, il tema del giorno è stato conteso da (in buon disordine, credo): peso forma, circonferenza coscie, liposuzione, allungamento delle gambe previo inserimento di protesi ortopedica (non si è capito dove), l’annoso dilemma “pre-pugilistica o nuoto?”, lifting, melanina e abbronzatura. Da qualche parte dev’essersi infilata anche la depilazione (oh, sorry.. epilazione), forse mentre dormivo, con ancora in bocca il sapore di una gustosa lasagna.

Curarsi ed essere attenti alle esigenze del proprio corpo, come chiunque afferente all’Associazione Qualunqusti Italiani affermerebbe, è buono e giusto. Rompere l’anima al prossimo per cinque ore filate è deprecabile.

No, grazie. Preferisco le maniglie dell’amore.

Grazie a chi mi ha riportato a casa anzitempo e si è sorbito una sequela di almeno dodici “allucinante” o simili. Ero scossa.

Lontano

April 4, 2006

A tirare le somme si intuisce quanto questo sia un mondo fatto prevalentemente di paure. Che si abbai o ci si rifuggi, si teme sempre che arrivi una bastonata. Chissà perchè..

Nella mia palla di vetro, che tengo ben nascosta nell’armadio, vedo, vedo.. non vedo un bel niente! Penso che stia per rompersi. Mi spingo avanti e sembra che le cose si allontanino. Mi sporgo sempre maggiormente e spariscono dal mio orizzonte. E se tornasse all’improvviso l’inverno? O, come ho detto una volta, ci ritrovassimo di nuovo in autunno? Fermare il tempo non è possibile. Riavvolgere il nastro potrebbe risultare addirittura sciocco. Non ci resta che pedalare – oppure era piangere? Va bene, meglio cominciare ad avviarsi.

Isn’t it dangerous to romanticize depression?

Cibi precotti

March 13, 2006

Accendo la televisione. Per guardarla. Intendo.. per guardare proprio lei, non un DVD. Una cosa che mi capita raramente, a causa di una sorta di rigetto da sovraesposizione prolungata, perpetuatasi per un periodo di circa sette anni. Dunque, accendo “la magica scatola” (ringrazio mia madre per averla sempre chiamata così) e chi ti trovo? Bruno e Barbara. Proprio come ai vecchi tempi. E’ mai possibile che nel paese delle meraviglie tutto rimanga sempre immutato?!

P.S. Ma chi sono quelle tre oche sedute a tavola con Giovanni Rana? Ridatemi la nonna di “Quattro Salti in Padella”!