Vergogna

By Fran

Vedere qualcuno felice e, inevitabilmente, smontare quella gioia – seppur col pensiero – sentendosi meschini. Merito di una soglia di soddisfazione più alta.

Ci si dice tante cose, si mette in piazza solo e sempre ciò che si ritiene opportuno. Poi, quando arriva il momento, si lascia che le parole muoiano in gola, soffocate sotto dense boccate di noia. E paura.

Aver bisogno di costruire e automaticamente distruggere, sempre per necessità. Poter sperare e invece agognare. Sogni, da non realizzare. Ambizioni, da frenare.

Dire, fare, baciare, lettera, testamento. Biologico. Senza aver nulla in contrario, non sentirsela.

Posizioni. Opinabili punti vista di chi non vuol capire.

Frustrazioni. Degli altri, che ti si riversano addosso. E poi le tue.

Vergogna. Per chi sta finendo di rovinarsi la vita – anzi tre – per non voler ammettere di aver sbagliato. Sbagliato.

Sbagliato. Dove sta il limite? Dove l’hanno portato.

Ansia. Per non saper crescere ancora quel poco che basta per superare il prossimo gradino.

Ostinazione, a go-go.

Aut aut. E out out.

E pensare che oggi non è ieri – e che quello che c’era non c’è più, ed essere sospettosi, e sentirsi respinti da un muro d’aria tanto invisibile quanto robusto, e sentirsi… male. E che oggi non è domani, che forse è anche peggio.

Scrupoli. E molto altro… su Rieducational Channel.

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