“Desperate” a chi?!

By Fran

Credevo che mia madre fosse Bree Van De Kamp. Mi sbagliavo. Bree Van De Kamp sono io.

Non tanto per aver badato a dieci commensali, bensì per l’essermi “avvelenata” la cena, come mio uso, ed essermi riservata un post da brivido. Per aver messo tutto a posto, dov’era e com’era, peli del gatto inclusi, aver ballato il tango col vicino, il David, mentre il quadro antico sbirciava dal loop dello sceensaver – si, dimentico sempre di cambiare la selezione delle immagini da New York Aprile a New York Luglio/Indipendenza – e pensando comunque ad altro, aver tergiversato con lo spazzolino, giocato con tre sveglie delle quali, ne ero conscia, le mie orecchie non avrebbero inteso sentire il trillo. Tutto entro le 5.40. Poi coma etilico.

Alle undici ero a guadagnarmi il pane. Linda e pinta non proprio, ma almeno in condizioni accettabili. Si?

Sono la Bree.. dei poveri.
Orgoglio!

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