E – come sempre meno accade per gli articoli pubblicati a mezzo Internet – niente refusi. Qui.
E mentre il mondo sogna Lost, al call center Alitalia si allude ad Ustica, ma a denti stretti.
E – come sempre meno accade per gli articoli pubblicati a mezzo Internet – niente refusi. Qui.
E mentre il mondo sogna Lost, al call center Alitalia si allude ad Ustica, ma a denti stretti.

Cosa succede?
Lo so che succede. La vena si esaurisce e poi. Poi a che lembo mi attaccherò, da che parte tirerò prima che tutto si disfi di nuovo?
Primavera.
Lunedì 20 aprile 2009
Pubblicità. E tempi che cambiano.
Politica.
Lactacyd intimo. Immagine di donna. Didascalia: 42 donne su 100 si sentirebbero più sicure con le ronde cittadine.

Vedere qualcuno felice e, inevitabilmente, smontare quella gioia – seppur col pensiero – sentendosi meschini. Merito di una soglia di soddisfazione più alta.
Ci si dice tante cose, si mette in piazza solo e sempre ciò che si ritiene opportuno. Poi, quando arriva il momento, si lascia che le parole muoiano in gola, soffocate sotto dense boccate di noia. E paura.
Aver bisogno di costruire e automaticamente distruggere, sempre per necessità. Poter sperare e invece agognare. Sogni, da non realizzare. Ambizioni, da frenare.

Cose e “non cose” che ti ricordano cosa era e cosa avrebbe potuto essere, almeno nei limiti dell’immaginazione.

Passiamo alla carta. Ho comprato un blocco e delle buste. Fa sempre comodo. Alla fine ho più tempo per scrivere sul treno che a casa, sulla carta che al computer. Poi mi va di scrivere, sebbene un foglio 9×17” sia a dir poco scomodo. E’ incredibile come alcuni millimetri cambino la percezione di un foglio. Avrei il mio libretto, stracolmo di ciò che mi viene incontro, ma le sue preziose pagine non hanno la pretesa di girare il mondo. OK. Basta. Scrivo e torno sulla terra. Scrivo in stampatello però, spero non ti faccia troppo male agli occhi.
Non ho garanzie che quello che ti mando possa essere di tuo gradimento, però, se hai voglia, ascoltalo.
Ha una sua storia, una mia. Te la scrivo.

Da giorni si dibatte sullo stato delle cose – stato che potrebbe ribaltarsi o riabilitarsi da un momento all’altro, se non rimanere intatto per lungo tempo – e del potere mediatico che induce comportamenti, “braccino” compreso, a tratti assai ragionevoli tanto quanto, al contrario, prepotenti e immotivati.

La gente passa di qui cercando altri mondi – ed ecco venir fuori le altrui chiavi di ricerca, come si conviene. E le mie chiavi di lettura, di casa.